18 Marzo, 2021 | Di

È “Drupal o Wordpress?”, non “Drupal VS Wordpress”

Drupal o Wordpress

È “Drupal o Wordpress?”, non “Drupal VS Wordpress”

Mentre raccoglievo documentazione per questo post, mi sono imbattuto in una moltitudine di articoli e analisi che comparavano Drupal e Wordpress, in un trionfo di battaglie spietate a colpi di benchmark e grafici comparativi.

Nulla, a mio avviso, di più sbagliato. Per quale motivo? Per sviscerare al meglio la questione e renderla chiara e comprensibile anche ai “non addetti ai lavori”, ho sempre trovato comodo e divertente sviluppare paragoni con argomenti e oggetti di uso comune, in particolare con le automobili. In tal senso, una Donkervoort D8 e una Roewe W5 possono essere assimilate ad una sportiva muscle car e ad una efficiente compatta urbana, rispettivamente; vedete che già la sola idea di paragonarle diventa poco sensata, poco consistente: nessun concessionario vi proporrebbe mai una Fiat 500 e una Ford Mustang come alternative equivalenti per le vostre necessità!

Graph Fight

Analizziamo un minimo i due paragoni per comprenderli al meglio:

  • Drupal 8/9 è una sportiva muscle car perché l’investimento iniziale è sicuramente più oneroso, è un mezzo potente ma il cui volante non è adatto a tutti i guidatori, necessita di una determinata manutenzione ma le prestazioni e soddisfazioni che può portare sono notevoli;
  • Wordpress 5 è una compatta urbana perché sicuramente domina il mercato globale grazie alla sua accessibilità iniziale, è più facilmente fruibile ad utilizzatori meno tecnici o specializzati, inoltre un qualunque meccanico può metterci mano, con buona probabilità di mantenerla efficiente nel tempo.

Qui la domanda sorge spontanea: chi mai sceglierebbe una modesta utilitaria invece che una fiammante sportiva? Perplessità comprensibile, giusta, anzi giustissima. Ma allora perché in circolazione non si vedono solo rombanti mezzi da centinaia di cavalli – ovvero: perché il 40% circa dei siti è realizzato con Wordpress invece che con altri strumenti? La risposta sta in pochi, semplici ma cruciali, quesiti, che bisogna assolutamente porsi in fase di analisi e kick-off del progetto.

1 – “Che cosa ci devi fare?”

 

Domanda all’apparenza scontata ma che cela, in verità, tantissimi punti cruciali per la migliore scelta. Torniamo al paragone con le automobili: scomoderesti mai una Ferrari per andare a fare la spesa? Viceversa, gareggeresti in velocità o accelerazione con una Ford Ka?

Avere un’idea precisa degli obiettivi che il nostro sito dovrà raggiungere è fondamentale. Sia chiaro: nulla impedisce di scegliere l’una o l’altra tecnologia per sviluppare il proprio prodotto a prescindere dal suo uso futuro (in particolare quando si è in possesso di risorse, umane e non, formate al meglio in uno solo dei due tool). In caso di indecisione sono molti i parametri che ci possono guidare nella scelta, ma a mio parere i più significativi sono i seguenti:

  1. Ci sono funzionalità particolari che il mio portale dovrà avere? Una panoramica delle estensioni disponibili (più di 30.000 per Drupal, poco meno di 60.000 per Wordpress) per entrambi i CMS può portare alla scelta migliore; questo approccio può e deve essere esteso anche alle core features del singolo sistema: scegliendo Drupal lascerei troppe funzionalità inutilizzate? O, al contrario, dovrei installare troppi plugin per ottenere quello che mi serve su Wordpress?
  2. Quanti e quali utenti, anche intesi come visitatori al minuto, avrà il mio sito? Non ha senso scomodare il complesso sistema di contenuti, permessi e cache di Drupal per un sito quasi statico o raramente aggiornato;
  3. So già come pubblicare il sito online? La semplicità di pubblicazione di Wordpress, o addirittura la possibilità di avere soluzioni “hosted” molto immediate, spesso costituiscono la chiave di volta nel processo decisionale.

2 – “Qual è il tuo budget?”

Sempre per sfruttare il parallelismo automobilistico, quando si acquista un’auto non si considera solamente il costo di acquisto del mezzo, ma tutti i fattori economici e strategici a breve e lungo termine: premio assicurativo, oneri di manutenzione, disponibilità di officine autorizzate, ecc.

Ovviamente parlare di bilanci economici in merito a due strumenti open-source può sembrare strano, ma così non è. Escludendo dal ragionamento il solo costo di sviluppo – il quale, indipendentemente dal framework scelto, è strettamente legato al numero di funzionalità che il portale dovrà svolgere - esistono altre incombenze economiche da considerare quando si approccia il setup del progetto:

  • Il costo di formazione: è risaputo che la curva di apprendimento di Drupal è più ripida, soprattutto inizialmente, di quella di Wordpress; ha senso quindi investire in istruzione risorse preziose per qualcosa che poi non si intende mantenere autonomamente, o sul quale non ci sono piani a lungo termine o strategie aziendali più ampie?
  • Il costo di manutenzione: al ragionamento del punto precedente si devono aggiungere anche i costi di manutenzione, siano essi interni o esterni; fondamentale anche ragionare sulla disponibilità e tempistiche di intervento di eventuali fornitori. Ha senso commissionare lo sviluppo di un portale con una determinata tecnologia quando ho pochi rapporti, magari anche poco consolidati, con agenzie specializzate? In caso di disastro, quanto tempo impiegherei a trovare la figura adatta a metterci mano?
  • Il costo di pubblicazione: altra caratteristica nota di Drupal è sicuramente il suo maggiore consumo di risorse a parità di regime, quindi i costi infrastrutturali di base per ospitarlo sarebbero più onerosi… in teoria. Ma, colpo di scena, per siti ad alto traffico e/o con utenze molto variegate potrebbe essere meno oneroso sfruttare pienamente i meccanismi di caching di Drupal o le sue molte integrazioni (Memcached, Redis, Fastly etc etc) piuttosto che investire in un upscaling di risorse per un Wordpress.
Learning curve for popular cms

 

3 – “Quanto è importante l’identità visiva del tuo brand, e quanto sei disposto a spenderci?”

Brand identity

Prima di approfondire questa questione è importante sottolineare che per entrambi i CMS si possono liberamente realizzare temi su misura commissionati ad-hoc, il cui risultato grafico e visivo è assolutamente identico. Ma allora perché porsi questo problema? Guardiamo i numeri:

  • L’ecosistema di temi Drupal mette a disposizione, almeno sui repo ufficiali della community, circa 250 temi per la versione 8 o 9, la cui maggior parte sono starterkits, ovvero l’impalcatura su cui costruire il proprio templating e styling
  • Nell’universo di Wordpress la disponibilità di temi contrib standard arriva a più di 5000 progetti, ai quali aggiungere i temi premium o su licenza, pronti all’uso e all’occorrenza adeguatamente personalizzabili

Qui il quesito sorge spontaneo: è accettabile - per l’identità del mio brand - usufruire di un tema già esistente opportunamente calibrato, o necessito di una soluzione tailor-made per mantenere l’integrità ed uniformità comunicativa su tutti i canali con cui mi espongo al pubblico? La risposta dovrà ovviamente tenere conto dei tempi e costi maggiori per la seconda opzione.

Voi rinuncereste all’acquisto di un auto se non fosse disponibile nel colore desiderato? Forse per un privato questo ragionamento si applica solo superficialmente, ma nel caso di un mezzo aziendale utilizzato per fini promozionali o di marketing?

 

4 – “Sì, ma la sicurezza?”

Sicurezza dei tuoi dati

Il core di entrambi gli strumenti è protetto  e monitorato dalle rispettive community, con aggiornamenti di sicurezza pubblicati costantemente. Insomma: air-bag e cinture di sicurezza le montano tutti. Ma analizzando cifre e dati messi a disposizione da diversi siti, risulta che la proporzione tra la fetta di mercato occupata dai rispettivi CMS e la frequenza con cui accadono data breach o episodi di penetrazione è sproporzionata, a sfavore di Wordpress. La ragione è da ricercare in diversi fattori:

  • Il numero e natura di plugin/moduli installati incide molto sulle fragilità esposte; i singoli addon sono solitamente sviluppati da pochi membri che non possono offrire la stessa copertura e aggiornamento che l’intera community garantisce per il core
  • La struttura più semplice e immediata di Wordpress fa sì che, con esso, vengano realizzati e gestiti progetti appartenenti a realtà con meno esperienza e dall’approccio più amatoriale o sperimentale, non particolarmente dedite alla manutenzione e aggiornamento dei propri portali o prodotti
  • La totale predominanza di installazioni Wordpress nel panorama web moderno fa sì che esistano molte più istanze e casistiche su cui hacker e antagonisti vari possono sperimentare tecniche e attacchi di varia natura

In conclusione quindi ecco 3 “dogmi sacri” da apprendere a memoria e ripetere ogni qualvolta si approccia un nuovo progetto web:

  • Se lo stack tecnologico viene definito prima delle specifiche e prospettive del progetto, le probabilità di sbagliare scelte sono sensibilmente maggiori
  • Se le risorse umane da coinvolgere nel progetto, qualsiasi sia il loro ruolo, vengono definite prima dello stack tecnologico, le probabilità di comporre un team non ottimale sono sensibilmente maggiori
  • Se il budget per hosting e manutenzione viene definito prima di stimare il picco massimo di stress a regime del prodotto, le probabilità di sovrastimare o sottostimare l’architettura necessaria sono sensibilmente maggiori

Una firma qui, una sigla qui, ecco le chiavi (SSH): complimenti, siete i proprietari di un portale su misura per voi!